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Treviso, neonazisti progettavano attentato.

Published July 12th, 2008 by Emanuele Gentili

I neonazisti progettavano una bomba

Volevano costruire una bomba per compiere un attentato. E’ il sospetto che ha spinto gli inquirenti della Direzione distrettuale Antimafia ad indagare per associazione con finalitĂ  di terrorismo e di eversione all’ordine democratico gli undici giovani esponenti dell’estrema destra e ultrĂ  del Treviso Calcio. Questo particolare sarebbe emerso nel corso di alcune intercettazioni telefoniche.

Emergono particolari sempre piĂą inquietanti nell’inchiesta sugli
esponenti dell’ultradestra trevigiana. Tra loro, i leader di Forza
Nuova, Alessandro Arboit e Giuseppe Zito, capolista alle ultime
elezioni. Sarebbero loro, secondo gli uomini della Digos di Treviso e Venezia i «registi» di quegli episodi, una trentina in tutto, che
testimonierebbero l’escalation di violenza che gli investigatori
avevano segnalato in un rapporto inviato alla Distrettuale giĂ  diverso tempo fa. Ma a imporre un’accelerazione sul piano giudiziario sarebbe stato il tentativo di costruire una bomba per compiere un atto di terrorismo contro un non ancora precisato obiettivo dalle parti di Montebelluna.

L’ipotesi investigativa è che non si tratti di casi isolati, ma
collegati e rientranti in un unico disegno eversivo di matrice
neonazista. Lo stesso procuratore Vittorio Borraccetti, che coordina le indagini, aveva parlato di un gruppo paramilitare (una banda perfettamente organizzata dove ciascun componente ha un ruolo ben preciso) che agisce nella Marca e nel Veneziano e che si sarebbe reso responsabile di una serie di svariati fatti di violenza. E di questa organizzazione farebbero parte, Matteo Granziol, Andrew Sciascia, Mario De Sena, Davide Visentin, Davide Cazziola, Nicola Usoni, Cristiano Besazza e i militanti Benedetti e Nascimben. Tutti iscritti nel registro degli indagati dalla DdA accusati di un reato gravissimo:
il 270 bis, associazione con finalitĂ  di terrorismo e di eversione
dell’ordine democratico.

E Forza Nuova ieri ha risposto alle accuse che le sono piovute
addosso: «Ci troviamo di fronte a un’indagine senza capo nè coda - affermano in una nota Alessandro Arboit e Giuseppe Zito, fra gli indagati - una forzatura che tende ad accorpare fatti totalmente slegati tra loro e dai quali comunque ci dichiariamo completamente estranei».

E sul caso intervengono anche i giovani dei Comunisti italiani: «La
presenza di armi e obiettivi, stando a quanto emerge dall’inchiesta - dice Alessandro Squizzato - dimostra che l’estrema destra non è una normale area politica, ma una vera e propria sacca di squadrismo che miete regolarmente vittime»

(11 luglio 2008)

Un paese alla deriva: Il cuore nero dell`Italia svelato da Nazirock ha ricominciato a battere; Dibattito e proiezione del documentario a Orvieto il 14 Giugno

Published June 10th, 2008 by Emanuele Gentili

Fascismo e antifascismo, categorie che fino a qualche anno fa sembravano superate, obsolete, e inerenti solo una certa aria di sinistra incapace di guardare avanti svincolandosi così da vecchi schemi del passato, tornano oggi a galla cariche di nuova forza. C’è un atteggiamento fascista che attraversa lo stivale da nord a sud, dalla schedatura dei nomadi (italiani per la maggio parte) all’interno dei campi rom, ai roghi di Ponticelli, alla caccia all’immigrato irregolare perseguibile penalmente solo perché clandestino, ai pestaggi a danno dei cosiddetti “diversi”, fino all’omicidio. C’è un clima di intolleranza che si nutre di paura, di informazione falsata, di allarmismo, il tutto con l’avallo di una classe politica al potere che attraverso provvedimenti ad hoc ha dato ampio spazio all’esplosione della violenza privata.

Tornare a parlare di fascismo e antifascismo ha ancora senso. Perché laddove vengono palesemente violati i principi più elementari di libertà e democrazia, quelli sanciti dalla nostra costituzione, è inevitabile tornare indietro storicamente e trovare quel filo conduttore che non si è mai spezzato.

Discriminare una persona in base al colore della pelle, alla religione, all’appartenenza etnica, all’orientamento sessuale, significa andare contro tutte le conquiste fatte a caro prezzo nel corso dei secoli, confluite non solo all’interno della nostra Carta Costituzionale ma anche in una “Dichiarazione universale dei diritti umani”.

Siamo già alla deriva? Probabilmente si, probabilmente lo siamo. Ma c’è un antidoto a questo: tornare a parlare, aprire tavoli di confronto utili a stimolare la riflessione e il dibattito.

Dietro un’emergenza sicurezza pompata ad hoc si cela una mancanza di elaborazione politica che parta dal basso, che abbia come referenti, in primis, i cittadini, ovvero chi dovrebbe essere il vero protagonista della vita di un paese democratico.

E’ proprio a partire da tali premesse che il Comitato cittadino antifascista di Orvieto continua a muoversi sul territorio.

Il 14 giugno Orvieto ospiterĂ  il giornalista e regista Claudio Lazzaro, autore di un documentario molto discusso e boicottato dai canali della grande distribuzione:

“Nazirock- Come sdoganare la svastica e i saluti romani”.

Con l’occhio attento del giornalista avvezzo a raccontare, Lazzaro mostra una realtà che sembra distante di decenni, ma che invece fa parte dei nostri giorni: gruppi e organizzazioni politiche di ispirazione neofascista, da Forza Nuova a Fiamma Tricolore, i tanti ragazzi che fanno riferimento a quell’area politica, le idee, i libri, i gadgets… il tutto sul filo conduttore della musica che passa appunto sotto la definizione di “Nazirock”.

Braccia alzate, svastiche, negazionismo sono gli ingredienti che spiccano con maggiore evidenza e che hanno scatenato l’ira di Forza Nuova. Il partito di Fiore ha infatti impedito, ricorrendo alla minaccia legale, che il documentario venisse distribuito nelle sale cinematografiche di tutt’Italia. Nazirock, ha continuato a circolare in maniera “clandestina”, e anche questo non è stato visto di buon’occhio: qualche tempo fa, un attacco di cracker ne ha oscurato il sito ufficiale e successivamente, su Youtube, ha cominciato a circolare un video che invitava al boicottaggio, per arrivare poi ad azioni concrete e gravi come l’aggressione al centro sociale ex-mattatoio di Perugia nel cuore della notte, in seguito alla proiezione dello stesso. Il tentativo è quello di far tacere voci considerate scomode.

Noi invece parleremo con Claudio Lazzaro nel pomeriggio del 14 durante un ampio dibattito dal titolo, Un’Italia alla deriva: tra fascismi vecchi e nuovi avanza la paura del “diverso” volto, appunto, ad analizzare il clima di intolleranza diffusa che ha invaso il paese.

Accanto a Claudio Lazzaro ci sarà Ines Stornelli (figlia di Ulderico Stornelli, uno dei Martiri di Camorena, trucidato dai fascisti nel ’44) assente da molti anni da Orvieto, che porterà la sua preziosa testimonianza.

Sono stati poi invitati a partecipare i rappresentanti di A.N.P.I. Terni e Perugia, un rappresentante dell’A.N.P.I. Roma-Lazio, il cui contributo si rende indispensabile dato il delicato contesto romano e la forza che i movimenti neofascisti hanno sempre conservato nella capitale; un rappresentante dell’Arcigay Omphalos Perugia, e Rodolfo Ricci, segretario generale FIEI (Federazione italiana emigrazione immigrazione).

Il 14 giugno rappresenta infine una data simbolo per questo territorio: in quel giorno si ricordano i Martiri del Pomarro (Allerona), 5 contadini, innocenti, trucidati da nazisti ormai in fuga. Le celebrazioni ufficiali avranno luogo ad Allerona nel pomeriggio del 14, invece, in seno al nostro dibattito andremo ad ospitare, tra gli ultimi interventi, Roberto Ricci del Comitato per le celebrazioni in ricordo dei martiri del Pomarro

In occasione dell’incontro, il Comitato, cercherà di fare chiarezza sui fatti avvenuti il 29 marzo di quest’anno, in occasione della commemorazione dei Martiri di Camorena.

La proiezione di Nazirock, invece, si terrĂ  alle ore 21.00 presso la Sala del Governatore, Palazzo dei Sette.

Seguirà dibattito con l’autore.

Scheda tratta dal sito www.nazirock.it

NAZIROCK

Un film documentario di Claudio Lazzaro

(Durata:75 min. Supporto: Digibeta o DVD)

L’estrema destra vista dall’interno: la sua musica, i capi, le alleanze, i rituali,

lo sdoganamento politico che sta aprendo ai nazifascisti italiani le porte del potere istituzionale.

La destra radicale in Italia può raggiungere il mezzo milione di voti e diventare determinante, in un quadro politico in cui ne bastano 25.000 a decidere chi governerà il Paese. Per questo viene sdoganata.

NAZIROCK racconta questo passaggio politico, usando come filo conduttore le band che infarciscono di testi fascisti la loro musica skin, oi, white power e punkadestra.

Il film apre con le immagini dei “due milioni” convocati a Roma dall’opposizione al governo Prodi, il 2 dicembre 2006, ma soprattutto racconta la Nashville dell’estrema destra: una grande manifestazione, organizzata da Forza Nuova, il movimento guidato da Roberto Fiore (condannato a nove anni per banda armata), che si è svolta a Viterbo, nel Lazio, con la partecipazione dei principali gruppi rock assieme a militanti e a leaders provenienti da Spagna, Germania, Francia, Grecia, Libano e Romania.

Alla manifestazione di Forza Nuova si vendono decalcomanie filonaziste, stemmi con la faccia di Hitler da applicare alle felpe, testi negazionisti che non temono di sfoggiare in copertina titoli come “Auschwitz: fine di una leggenda”.

Dal palco ascoltiamo politici e intellettuali provenienti dalla Germania, dalla Spagna, dalla Grecia, dalla Romania, discettare di “cataclisma multirazziale” e “Uomo Nuovo di fronte alla Decadenza”. Assistiamo fino a notte fonda, nel grande hangar che di giorno ospita i dibattiti, allo spettacolo dei concerti rock: una folla a braccio teso nel saluto nazifascista, giovani che srotolano un grande striscione, accuratamente stampato. Il testo, in caratteri cubitali: “PIU’ NAZISMO PER TUTTI”.

Tra i relatori, a Viterbo, forse il più applaudito è Luigi Ciavardini, condannato a 30 anni per la strage di Bologna, che dieci giorni dopo il suo intervento al Campo d’Azione viene arrestato per rapina. Appassionato anche l’intervento di Andrea Insabato, condannato a 12 anni, poi ridotti a 6, per l’attentato dinamitardo alla sede del Manifesto. Mentre gli Hobbit intonano un inno allucinato alla violenza negli stadi “Frana/la curva frana/sulla polizia italiana” che anticipa, e sembra invocare, gli scontri sanguinosi di Catania e la morte dell’ispettore Filippo Raciti

Ma ancora più interessanti e rivelatrici sono le interviste ai giovani che partecipano al meeting politico, facce da proletari, ragazzi che non hanno occhi cattivi, ma che potrebbero fare cose molto cattive, guidati da chi sa strumentalizzare la loro voglia di giustizia e la loro ignoranza a volte abissale. Li ascoltiamo senza commentare, li guardiamo, nel montaggio alternato coi brani nazirock, inframezzati ai materiali di repertorio che ricordano gli orrori e le distruzioni provocati da un’ideologia portatrice di morte e vergogna.

Un incubo che lascia spiazzati, perché la domanda è sempre la stessa: “Possibile che la storia non riesca a insegnare nulla?”

www.antifascistiorvietani.org