25 aprile 2008. Costruiamo una nuova Resistenza! Per la Liberazione della vita e del lavoro dal controllo

Published April 25th, 2008 by Emanuele Gentili

La Biblioteca Libertaria sarà presente a Orvieto, in Piazza Gualterio per tutta la giornata del 25 aprile.

Come un’epidemia la paura dilaga nelle nostre città.
Abbiamo paura di uscire di casa e attraversare le strade, di rincasare a tarda notte. Di essere vittime di violenze, di furti, di incidenti. E rimaniamo troppo tempo davanti al nostro televisore (è più sicuro), imparando ad odiare il nostro vicino di casa, che magari viene dal Perù e che infesta con la sua allegra e vociante famigliola l´intero palazzo.

I mezzi di informazione e i politici ogni giorno ci dicono che il pericolo si annida ovunque, ma in particolare tra i giovani nullafacenti e trasandati, i neri e i magrebini “circospetti”, i senza casa, i lavavetri. E così i Comuni iniziano a legiferare imponendo la presenza di guardie nei parchi, di videocamere nelle città, multe ai lavavetri, promuovendo l’espulsione di rom o migranti sempre utili a riempire quella vergogna nazionale chiamata “Centri di Permanenza Temporanea” (CPT).

Sono le paranoie e le politiche sulla “sicurezza” che hanno invaso le nostre città e si autoalimentano in un circolo vizioso. I più ricchi sono al riparo delle insidie, trincerati nelle loro villette, o nei loro impenetrabili quartieri-bunker, dotati di guardiani e videocamere.
Noi, quelli del mondo di sotto, siamo coinvolti in una guerra quotidiana di trincea, col rischio di dover “litigare il pane” al nostro vicino, il nostro collega, quello che ci è più prossimo. Uomo mangia Uomo. E poi ci dicono che le ideologie sono morte…

L´ideologia liberista, quella che ha come valore fondante il mercato, impone il mercato stesso come misura di tutte le cose, ovvero come unica realtà possibile. Le sue forme di controllo sono legate anch´esse ai consumi, e gli stili di vita e i comportamenti imposti sono quelli compatibili solo con il mercato. Se il mercato è la misura di ogni cosa, chi ne resta fuori o ai margini, per scelta o necessità, diventa pericoloso, potenzialmente deviante. Caso esemplare sono i migranti, inclusi nella società solo per essere “forza lavoro” e non in quanto esseri umani (badanti, colf, muratori, operai, braccianti), ma esclusi sul piano dei diritti, nonché evocati continuamente come capri espiatori e parafulmini di tutte le tensioni sociali. Ma è anche il caso dei molti italiani senza tetto, dei consumatori di sostanze psicotrope, dei writers, dei giovani dei centri sociali.

Ci dicono che si avvicinano tempi difficili, che è ora di misure impopolari, che è tempo di sacrifici.
Poi, in un secondo tempo, si potrà redistribuire, si potrà avere qualcosa.
Niente di nuovo, lo abbiamo sentito dire già, tante volte, da governi di destra, di sinistra e di centro.
“Dopo, piu’ in la’, nel futuro… a voi dopo”: sono i termini del vocabolario dell’incertezza a cui ci hanno abituato. E rimaniamo così senza la possibilità di vivere degnamente un presente ed immaginare o progettare un futuro. Mentre il liberismo produce precarietà e insicurezza nelle condizioni di vita e di lavoro per tutti - redditi bassissimi o inesistenti, servizi privatizzati e a pagamento, case con affitti e mutui inaccessibili - le politiche sulla sicurezza ci vorrebbero far credere che il “nemico” è il nostro vicino di casa, e ci invitano ad alzare un muro tra noi e lui.
Dovremmo essere i gendarmi di noi stessi? Ronde di cittadini per la sicurezza, comportamenti razzisti individuali e di gruppo: quelli della Lega in particolare (che fa anche il pieno dei voti elettorali), ma anche quelli di gruppi di estrema destra, che trovano nelle politiche liberticide e autoritarie la strada spianata per rilanciare il loro principi e le loro pratiche.

Per questo oggi, riaffermare i valori della Resistenza,
della lotta al razzismo e al nazifascismo, significa lottare contro un controllo sociale che vorrebbe annullare la libertà di espressione degli individui:
nelle piazze, nelle scuole e nei luoghi di lavoro.
Significa lottare contro le politiche razziste,
e contro vecchi e nuovi fascismi di ogni sorta.
Significa uscire dalle strumentali paure che ci vengono imposte
e rivendicare il diritto ad un mondo più giusto e felice.

La giornata regionale per il 25 aprile 2008 è stata indetta da:

Brigata Germinal Cimarelli (TERNI)
c.s.o.a. Ex Mattatoio (PERUGIA)
Circolo Arci Island (PERUGIA)
LabAut (PERUGIA)
Sommovimento Femminista (PERUGIA)
Biblioteca Libertaria “Il Tarlo” (ORVIETO)
Associazione “Nessun Dorma” (TODI)
Comitato 23 Ottobre (SPOLETO)
Casa Rossa (SPOLETO)
Movimento per la Costituente dei Comunisti (sez. UMBRIA)
Rete Antifascista Perugina

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