Ne avevo già parlato qui in tempi non sospetti, il decreto Gentiloni ora piu` che mai viene utilizzato per oscurare contenuti scomodi sul web.
Dopo la censura a siti web che facevano luce sui “prefofili” ora anche il peer to peer.
Ieri e` stato imbavagliato il famoso sito di torrent “the pirate bay” punto di riferimento internazionale per lo scambio di file.
L` italia fa un altro passo indietro dimostrandosi ancora una volta fascista.
Poco importa che le direttive siano venute dal governo Berlusconi, ricordiamoci che il decreto venne fatto dal centro sinistra al fine di isolare contenuti pedopornografici, ma immediatamente utilizzato anche per l`imbavagliamento di alcune informazioni (e non contenuti pedopornografici) riguardanti la chiesa cattolica e lo scandalo della “pretofilia”.
Nessuno parla, tutti i giornali di partito rimangono muti, che non si meravigliassero se poi durante le elezioni c`e` una fetta di popolazione che si rifiuta di esprimere il proprio voto.
Comunque e` ad oggi possibile bypassare i filtri imposti dallo stato, utilizzando piccoli accorgimenti, maggiori informazioni a riguardo le potete trovare sull`articolo che ho precedentemente scritto, disponibile qui.
Alla faccia della censura!
Per quanto riguarda thepiratebay al momento è ancora possibile scavalcare il filtro fascista dello stato usando gli openDNS sull`indirizzo http://labaia.org.
Per quanto riguarda la possibilità di accedere normalmente anche a thepiratebay.org si consiglia TOR.
Per chi non lo conosce Rapache (ra-pa-che), n. 1. è un tool scritto in python + GTK che usa il protocollo SSH per gestire e configurare apache2 e tutti i suoi moduli. Licenziato GPL, nasce per semplificare la vita a tutti i webmaster e sysadmin con una interfaccia semplice e funzionale si pone come obbiettivo quello di sostituire il terminale per le operazioni di configurazione dei webserver.
Per installarla (in Ubuntu Hardy Heron) basta liberare i repository backport in /etc/apt/sources.lists.
a questo punto basta fare un update ed installarlo:
Sono lieto di annunciare che people.ubuntu.com sara` libero per tutti i membri di Ubuntu e non solo per i dipendenti di canonical.
Pochi giorni fa ho discusso con Matt Zimmerman (Ubuntu Technical Board) la questione, non mi sembrava giusto che solo il personale di Canonical avesse la possibilità di usufruire di uno spazio con il nome Ubuntu, ma non essendo una cosa di sua competenza mi ha detto di parlare direttamente con Mark Shuttleworth e James Troupt.
ed ecco la mia prima mail:
Hello Mark, Hello James.
I talked with Matt Zimmerman (and him say to me that the right road is
ask to you) about the possibility to open access from people.ubuntu.com
to ubuntu-dev members [1]; I talked to Matt about the last decision [2],
but i think that the decision is surmountable via mod_security, SELinux
(or grsecurity) and ssh pubblic key authorization for login.
Debian use people.debian.org/~${id}, gentoo too (i worked in gentoo
development and we used same method).
Its very important give the possibility to all ubuntu developers to use
this space for add ubuntu stuff and tools. For example: UTU [3], ubuntu
docs, debdiffs, dev scripts, google-custom (to optimize the search
results) and other stuff.
I think that is very important give this possibility to all ubuntu
developers and not only Canonical people.
trusting in your answer
Cheers,
Emanuele
[1] https://launchpad.net/~ubuntu-dev/+mugshots (nice faces :-P)
[2] https://wiki.ubuntu.com/MeetingLogs/Technical-2006-10-10
[3] http://thc.emanuele-gentili.com/utu.php
--
Emanuele Gentili | https://edge.launchpad.net/~emgentemgent@ubuntu.com | Ubuntu Security Developer
emgent@windowmaker.info | Window Maker Developer
Key fingerprint: F4B7 0793 069A 217E BB9F 8925 E0AC 34C2 2201 1E9A
gpg --keyserver keyserver.ubuntu.com --recv-keys 22011E9A
La risposta e` stata molto veloce:
James, Matt and I discussed this and agreed:
- it's inappropriate to have something called "people.ubuntu.com" which is
only accessible to Canonical folks
- we can safely offer SFTP-based web page hosting for ubuntu members, using
existing LP-hosted SSH key access
So, James will take responsibility for bringing up this capability for Ubuntu members,
and figure out how to grandfather the existing Canonical folks' content.
Thanks, Emanuale, for raising this!
Mark
Ottima notizia, grazie Mark, James e Matt questa sara` una nuova ed importante risorsa per noi sviluppatori di Ubuntu!